Il volto di tesa


Un documento storico: Ulla Schley trovò questa foto del 1908, nella tenuta di sua nonna. Mostra la futura coppia di sposi Elsa e Paul Karlau ai tempi del fidanzamento. Una sua riproduzione si trova ora negli archivi di tesa.

Un documento storico: Ulla Schley trovò questa foto del 1908, nella tenuta di sua nonna. Mostra la futura coppia di sposi Elsa e Paul Karlau ai tempi del fidanzamento. Una sua riproduzione si trova ora negli archivi di tesa.

In Germania, sua terra d'origine, il nome tesa® gode di ben il 98% di riconoscibilità. Nell'autorevole dizionario di lingua tedesca Duden, la parola "tesa" diventa un vero e proprio sostantivo con il quale si indica il nastro adesivo. Eppure la storia che riguarda la donna che diede il nome al nastro, Elsa Tesmer, è stata quasi completamente dimenticata. Ora è apparsa per la prima volta una foto di lei grazie ad un accurato "lavoro da investigatore".
Affiancata a sinistra da un vecchio albero di tasso e a destra da un pino, si erge una lapide in granito nero con una scritta in oro. Si trova nella sezione AA 6, sito nr. 115/116. Di particolare interesse sono le due date: 23 Settembre 1887 e 30 Settembre 1968. Ed il nome che le accompagna: Elsa Karlau, nata Tesmer.

Ecco risolto il mistero: Elsa Tesmer, dal cui nome derivano le sillabe "te" e "sa" per formare il nome "tesa", che fu commercialmente registrato cent'anni fa, è sepolta nel cimitero di Amburgo, nella sezione Ohlsdorf.
Ella morì nel 1968 all'eta di 81 anni. Trovare con esattezza il luogo in cui riposa è stato come cercare il classico ago in un pagliaio; dal 1877 sono state eseguite 1,4 milioni di tumulazioni nel più grande parco cimiteriale del mondo.

In totale sono ancora in uso 273.000 siti tombali. Le tombe individuali durano, di norma, 25 anni. "La tomba della famiglia Karlau esiste dal 1910", spiega Lutz Rehkopf, portavoce stampa dei cimiteri di Amburgo, che è stato di enorme aiuto nel dare al marchio tesa®, ben noto in tutta la Germania ed in molti altri Paesi, finalmente un volto.
"E' sorprendente che in archivio si trovino tanti documenti sui 'padri' fondatori di Beiersdorf, ma nulla che riguardi la 'madre' di tesa® ", dice lo storico Thorsten Finke.

Tutto ciò che si trova in archivio è solo una lettera: nel 1960 Elsa Karlau chiese 3 palloni blu gonfiabili della NIVEA per i suoi nipoti. L'anziana signora chiese, quasi a margine, "sapete da dove proviene il nome tesa? A quel tempo in ufficio ci diedero il compito di comporre dei nomi". Ed il resto, come si suol dire, è storia... L'azienda rispose prontamente:"a seguito della Sua richiesta Le inviamo un dispenser manuale per ognuno dei Suoi nipoti, oltre al nastro che porta il Suo nome".

Dopo estese ricerche, comprese telefonate e richieste presso agenzie governative, dalle quali non è saltato fuori nulla, gli sforzi di tesa trovarono aiuto in una coincidenza ed in un computer ben programmato presso l'amministrazione cimiteriale. Lutz Rehkopf fu colui che si mise in contatto con Ulla Schley.
La nipote sessantunenne di Elsa Karlau si trasferì a Monaco di Baviera con suo marito nel 1990. Ella fu in grado di riportare vari dettagli sulla vita di sua nonna, che dall'Aprile 1903 fino alla fine di Ottobre 1908 lavorò prima come impiegata, poi come capo ufficio.

"Il fatto che lasciò il lavoro nel 1908 fu una logica conseguenza, a quel tempo", dice Schley. "Fu l'anno che mia nonna si sposò. Poi ebbe cinque figli: Irma, Erch, i gemelli Heinz e Gerda, e Wilhelm".

Suo marito Paul era considerato un "buon partito" - lavorava come supervisore per la costruzione del vecchio tunnel dell'Elba, ad Amburgo. La coppia festeggiò le nozze d'oro nel 1958. "Noi nipoti sapevamo bene che la nonna era la famosa 'Signora tesa' ", dice Schley sorridendo. "Ho conservato fino ad oggi, come un souvenir, un vecchio dispenser fatto di bachelite marrone.